Il succhiotto

"Il peccato di gola è quello che, mantenendoci in vita, ci permette di esercitare tutti gli altri" (Cesare Marchi)


Il succhiotto è l’esercizio incauto della passione. Batte l’impronta del rossetto sul colletto della camicia candida. È l’erotico cannibalismo del possesso, l’onda impudica dell’eccitazione, l’incontenibile esplosione del piacere.

Guai a praticarlo, si dirà. Che esso resta il segno inconfutabile di un incontro, la prova di fuoco di un amplesso consumato, la torbida confessione di una complicità vissuta.



 

Del resto scappa, ai liberi amanti, quelli che possono portarlo addosso senza doversene preoccupare o scusare. E capita perché è l’esercizio goloso della foga libidinosa. Tu mi succhi, io ti succhio. Come a cibarsi, l’uno dell’altro. Come a marcare un momento, un’emozione. Come a tenere un gusto in bocca e sentirlo entrare nelle viscere dei pensieri. 

Il succhiotto è un profumo che non svanisce, sfacciato, travolgente, carnale. Un boccone di sensi che vibrano come corde di violino. Tu mi succhi, io ti succhio. Come a mordere il sesso e l’ebbrezza che ci esplode dentro. 

Ma certo, non si fa. Scegliamo altre effusioni, di bocca e lingua. 

Non si fa e ci teniamo la pelle candida e gli appuntamenti segreti.

Non si fa e lasciamo il segno in ben altro modo.

Però lui resta quella piccola grande memoria che abbiamo tutti nel cassetto dei ricordi. Ce lo hanno fatto, lo abbiamo fatto. E lo ricordiamo perché ha la sua carica di energia e di brivido. Come quei peccati di gioventù che, mantenendoci in vita e aiutandoci ad esplorarla, ci permettono di praticare tutti gli altri!


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Data della richiesta: 21/11/2019 14:33:01
Titolo: Il succhiotto
Commento:
Bello, passionale, carnale... saranno anni che non ne ho uno... Amaranto
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