IL DIARIO DI SERENA KEY - CAPITOLO 16

Il soccorso si presentava in fuoriserie nera. Alla guida un cinquantenne distinto, sorridente e piuttosto sciolto ...



Forte dei Marmi, domenica 22 settembre


La mia giornata di donna fuori mission professionale è anche a colazione, con la nutella spalmata e leccata sulle fette biscottate e il caffè caldo mentre allungo le gambe sul divano e ascolto la radio. Che poi ascolto per modo di dire. A volte bastano cinque minuti e la parola giusta per mettermi in testa altre idee. Magari solo un bagno nella vasca che trabocca di schiuma e un vigoroso massaggio di crema prima di uscire per lo shopping selvaggio. O invece un viaggio…un viaggio della fantasia!

Ne ho parecchia, di fantasia. E la metto ovunque, in qualsiasi cosa faccia. Anche quando, appunto, me ne sto lì in relax con il baby doll di seta e pizzo, i capelli arruffati e la faccia struccata.

Mi è successo di immaginarmi in panne con la macchina in uno sperduto angolo della Versilia, su una provinciale zeppa di buche e poco trafficata. Di scendere un po’ scocciata un po’ spaventata ed accorgermi di un cellulare senza segnale. Accidenti… 


Serena Key  .  Forte dei Marmi 22/9/2019


I miei tacchi a spillo non erano proprio il massimo per farmi i 2 chilometri che un cartello indicava necessari per il primo centro abitato eppure dovevo rassegnarmi. Mi sono incamminata.
Avrò fatto cento metri? Più o meno, stando al flash dei miei pensieri vagabondi. Poi un clacson mi ha fatto fermare e girare.

Il soccorso si presentava in fuoriserie nera. Alla guida un cinquantenne distinto, sorridente e piuttosto sciolto: io alla macchina non metto mano, non me ne intendo affatto, se vuole un passaggio si accomodi, l’accompagno volentieri dove vuole.  

Il tizio ha qualcosa di magnetico. E’ un bell’uomo ma non è quello a colpirmi. Ha stile, si muove sicuro, dice l’essenziale con tono caldo ma autorevole.

La macchina può aspettare, il caso no. Il caso ci ha fatti incontrare e bisogna cogliere l’occasione. Intuisco subito che lo sta pensando anche lui. Guarda l’ora sul cruscotto, fa un rapido riepilogo mentale poi mi guarda dritto negli occhi:  se non hai fretta di raggiungere un meccanico io potrei farti trascorrere un’ora diversa dal solito…

Non sono servite parole. Una comoda stradina laterale ci ha portato in una radura verde tutta da godere. Via tutto, con i vestiti che invece di volare sul pavimento si spargevano nell’abitacolo, e poi fuori. Con l’aria tiepida che ci accarezzava mentre il cofano si improvvisava alcova di un furore di colpi, lingue e sospiri. 

Con lui in bocca e la sua mano che accompagnava la mia testa, con lui che mi prendeva da dietro e giocava con il mio seno, con le mie gambe che alla fine l’hanno stretto mentre le nostre bocche mordevano l’ultimo istante, abbiamo sospirato tutta la voglia di incontro di pelle, di quelli che ti mettono l’urgenza nella carne e ti fanno amare il sesso oltre ogni cosa.


Che femmina che sei, meno male che l’istinto non mi tradisce mai. Mi sono fermato solo per questo.

Lo ringrazio anch’io il tuo istinto.

Bene, adesso possiamo andare.

Si, adesso possiamo andare.

 


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Data della richiesta: 25/09/2019 19:05:40
Commento:
Serena aveva il sorriso magico di una maga ed occhi grandi da gatta. Girava con amuleti, anelli e bacchette magiche. Teneva pozioni e misteri nella vita e della vita. Erano i suoi sorrisi ad incantarti, i suoi sguardi. Ti coinvolgeva nei suoi entusiasmi, un po' Circe un po' Nausica. Raccontava come un pianista che suonasse al piano musiche belle, e seguiva le note, perdendosi nel vento. E ti rapiva, tu e i tuoi pensieri. Appariva qua e là, improvvisa, imprevista, mai scontata. Stava fuori, a volte, fino a tardi, a chiacchiere, con nani e gnomi, e maghe, fate, con lontre e marmotte, con cicogne e fenicotteri che tornavano dal nord. Si scambiavano segreti. E filtri magici, pozioni, erbe. Per svegliare gli amanti, renderli audaci, combattenti generosi tra le lenzuola. Io l'ho conosciuta. I suoi pensieri mi arrivarono come canzoni, poesie. Erano pensieri belli. Erano belli gli occhi. Erano dolci le sue labbra. A pelle si sentono cose a cui le parole non sanno dare nome (Alda Merini) Ciao Serena. Buona serata
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Data della richiesta: 25/09/2019 19:58:05
Commento:
Dimenticavo. Ciao Marco
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