Intimo bollente

“Non sempre indosso biancheria intima. Specialmente quando sono eccitata non riesco a portarla. Se, poniamo, metto un vestito a fiori, perché dovrei indossare biancheria intima? (Naomi Campbell)”


Il lusso, l’audacia, la bellezza della biancheria vuole sublimare il corpo della donna. Stuzzica la sua femminilità, accarezza la sua vanità, provoca la sua sensualità.
Che poi siano preziosi completini di raso e pizzo, procaci balconcini, eleganti reggicalze, fini babydoll o sfrontati perizomi luccicanti, poco importa.

Ciascuna veste le sue forme, indossa i suoi istinti, sfodera il suo erotismo. Se poi si lascia conquistare da qualche sexy shop e esibisce qualcosa che ammicca con più forza, parliamo di intimo bollente. 

In realtà l’intimo bollente è sempre sotto. Che sia avvolto in una culotte, infilato in un reggiseno trasparente, modellato da un corpetto hot, la sostanza che brucia e freme è sempre quella che può starsene felicemente nuda. O nuda con manette, collari o copricapezzoli.  

La giostra del corpo racconta i pensieri. E quelli non devono per forza portare le mutande. Anzi, quando sono eccitati non vedono l’ora di togliersele. Del resto non metterle talvolta è proprio il desiderio del brivido probabile. Un po’ come la trasgressione, quella che già ad immaginarla ti fa godere.

Del resto l’idea che sotto un vestito cammini un rifugio pronto per un’avventura è un invito da cui è difficile non farsi sedurre. 
Ah, il brivido della libertà!

 

 

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