La vita è una fantasia er.o.ti.k.a

"Il sesso non è una fatalità; è possibilità di una vita creativa" (Michel Foucault)


Quella splendida sgualdrina che è l’immaginazione esercita l’arte nella sua più profonda espressione quando formula fantasie erotiche. Le uniche che non solo bramano di diventare realtà, fanno godere prima ancora di realizzarsi.

La pulsione che scalpita dentro riproduce la sensazione, perfetta, della penetrazione. La virtù sciolta nel libero piacere di provare ogni cosa è quella purezza selvaggia che chiamiamo estasi dei sensi.

 
 
 
A cavalcioni sul mondo ci accorgiamo di quanto è maestosamente eccitante.
 
Del resto, ad attizzarci oltre ogni misura, è il nostro potere. Il potere di spingere il pensiero oltre qualsiasi confine. Anzi, di accorgerci che i confini da varcare sono esattamente la nostra sfrenata occasione di libidinosa vitalità.

Il sesso non è un’evenienza, una fatalità. È l’interruttore della verità. Quella magnifica verità che ci fa Essere donne e uomini, non creature travolte da un colpo di eros ma letteralmente, intrinsecamente, erotiche.

L’erotismo è forse un pensiero impudico, un temporale estivo, una coppa di champagne? No, l’erotismo è l’essenza -prima, ultima, unica- di un’esistenza che non si accontenta, che ha in sé lo spirito di conoscenza.
 
 


Le creature erotiche non trasgrediscono perché non hanno altro istinto che quello naturale.

Io non ce la faccio. Non ce la faccio a umiliare la mia libidinosa vitalità.
Io non riesco. Non riesco a compiere altro che il continuo viaggio in quella creatività che affranca la mente e il corpo da qualsiasi orrore di fasulla decenza.

Io non sono altro. Non sono altro da ciò che la natura vuole io sia.
Nella mia umida alcova custodisco il segreto del desiderio che non ha paura della felicità. Faccio di voglia virtù. Se questo fa di me una creatura sfrontatamente erotica, mi commuovo di gioia.
 

 

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