Incontri ravvicinati di un ... certo tipo

"La teoria di Benjamin dice che un corpo immerso nell'acqua si lava, un corpo immerso in un altro corpo si diverte, un corpo immerso in due corpi è orgia" (Maurizio Crozza)










 Torino, venerdì 20 aprile 2018


 
Capita dopo una cena nella città riscaldata da una primavera spinta. Quando i corpi sono ormai sciolti dalle bollicine e si muovono sul ritmo dei pensieri. Liberi e voraci. Quando le luci nel buio sono giochi di eccitazione e fantasia. Quando hai voglia di tutto e tutti, come nei sogni veri.
Sono i corpi di donne e uomini che vogliono lasciarsi andare al piacere. Non hanno in testa altro che quello. Si cercano e si prendono, godono fino in fondo.

Io ci sto dentro bene, nella serata bollente, nel sesso senza regole. Vivo le fantasie e le urgenze come vengono, cariche di scoperte e desideri. Senza freni non ci sono che virtù. Sono lingue e mani che giocano. Sono falli che gridano l’ebbrezza. Sono rifugi bagnati che accolgono.
Hanno muscoli o portano rossetti ormai sbavati, che importa. Gli uni e gli altri sono felicità che si incontrano. Non hanno un nome maschile o femminile, hanno un sesso che scalpita.
Non ci sono percorsi, non ci sono orologi, non ci sono vergogne. Gli impulsi, sovrani, ci sbattono addosso la felicità. Sono dolcezze, sono frenesie. Faccio una scorpacciata di adrenalina e purezza. Fremito dopo fremito. Nella notte degli incontri ravvicinati di un certo tipo respiro il profumo della carne che non ha paura. Abbiamo addosso la smania e la semplicità della nostra intimità da leccare, buona da impazzire, buona da morire. È il mio trionfo animale, nella natura che mi svela e ci svela. Febbrilmente scabrosi.

E avanti. Ancora. Fino a quando siamo stati sazi, al sorgere dell’alba.


 
 


 

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