LA TUA FATA IGNORANTE - Gina e io

In ogni scintilla può celarsi un'occasione

Nazim Hikmet

Le tue parole erano uomini

 

In questa notte d'autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
la tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.

 

Gioco d’azzardo e me ne infischio, ho fatto il callo all’incredulità arrogante. A contare più di tutto è sempre la realtà. E quella si declina in migliaia di modi ovunque, senza chiedere permesso alle forme.
La sorte che ci capita tra le mani ci porta vicino o lontano ai desideri, spesso per impervie salite oppure di gran corsa nelle rapide di un fiume. Vien da dire che siamo padroni di molti passi, io ne sono convinta e per questo non credo affatto si possa o si debba chinare il capo a tutto e seguire le orme come le pecore nel gregge. Ma c’è qualcosa che va storto, quasi sempre. O qualche strettoia che ci incastra. O qualche affetto che vogliamo rispettare più di altri e ci tiene legati.
Capita così che evadiamo, con i pensieri o i fatti, per non perire nell’agonia di ciò che perdiamo.
Un appuntamento sessuale è anche questo. Una fuga necessaria, una parentesi fanciulla, una verità senza fronzoli, una sfida serena.
In ogni scintilla può celarsi un’occasione.
Qualche volta è l’affinità fugace di un bicchiere di prosecco freddo che più che la sete placa un’arsura. Altre è un lungo discorso di silenzi, malinconie o allegrie che si accompagnano per un’ora o due.
Altre ancora è un siparietto surreale che infila la spina nella presa ...

 


 
Capita con Gina, quella che cucina, l’uomo che ha bisogno di concedersi una pausa da massaia, da femmina sottomessa, da servizievole cameriera, da deliziosa governante. Arriva e trova felicità nel mio sollievo.
Gina ha il suo concetto di godimento, tutto qui. Ciascuno ha il suo, se vogliamo prendere il volo della libertà. Le sue esperienze erotiche con me viaggiano sul filo della condivisione di attimi domestici, forse della sua quiete per quella temporanea resa, per quella parentesi fuori dai panni del macho.
Mi spiace solo non sia proprio maestra, ai fornelli. Di prelibatezze ancora non me ne ha proposte, ma insieme gustiamo il gustabile, in una lieta sospensione di giudizio, in un generoso rispetto.
Che poi ha le manine sante quando spolvera e lava, quando mi porge il caffè con impareggiabile dolcezza. E allora è tutto lì, il vento caldo della poesia più sensuale dell’universo, quell’intensa naturalezza nuda.
Pure divertente che i nostri destini così apparentemente distanti si trovino periodicamente a compiere lo stesso tragitto, no?

Tutto perché guardiamo ancora fuori e ci sentiamo meno soli, chissà.


 

 

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