Storia di sogni e sognatori

E’ facile, molto facile, pensare che un uomo scelga una escort per quel sogno di disubbidienza, per sciogliere le frustrazioni, per provare l’aria che tira fuori dai confini. Impossibile negarlo ma vogliamo davvero ridurre così l’immenso puzzle di amplessi che scoppiettano ovunque ad ogni istante? No, per carità.




Un incontro è un po’ come un’intimità da proteggere, il piccolo sigillo di un’intesa che resta solo nella memoria.
Poco importa cosa si consumi in un giorno o poco più , cosa si ripeta e quanto non trovi mai una seconda volta, quello che conta è sempre racchiuso in quell’alleanza di fiati e orgasmi. Di risate piene, audaci come palloncini nel cielo. Sono l’attimo perfetto di un godimento franco e pulito, di una sensibilità acuta e frizzante. Un tesoro al quale mai e poi mai rinuncerei. 
Io la scrivo così, questa pagina di vita, con un bicchiere di vino tra le mani e un ricordo meraviglioso nel cuore.


 





Serena Key  .  Seiersberg  6/12/2017
 
 
 

Ti sei regalato una vacanza lontano dalla città, dai semafori, dagli impegni di tutti i giorni. Qualche giorno solo per te.
Ci voleva. Lo sai. Erano mesi che ci pensavi.
Io ero in uno chalet a pochi passi dal centro, ma già circondato dagli alberi. Tu eri rientrato dopo una giornata sulla neve e mi avevi raggiunto.
Ho aperto la porta e ti ho visto sorridere.
Ti piaccio? - ho chiesto.
Molto. Ma mettiti la giacca. E anche quelli. - hai indicato i miei doposci. - Usciamo. - mi hai detto.
Qualche minuto dopo eravamo fuori, nel bosco, sulla neve. Mi hai parlato delle montagne, dei picchi, delle piste che avevi provato durante il giorno. Hai riso raccontandomi di una scenetta in seggiovia, di una coppia che litigava da morire. “Perché andare via insieme se poi litighi?” - mi hai chiesto - “Non è meglio partire da soli?”
- L’importante è non restare soli - ti ho detto io - perché la montagna, con il freddo, la neve, i cieli tersi, è bella anche da soli, ma in compagnia lo è ancora di più.
- Dipende dalla compagnia. - mi hai risposto tu, mentre ti toglievi i guanti, mi prendevi il viso tra le mani e mi baciavi.
Poi siamo rientrati. Stavi per aiutarmi a togliere i vestiti, ma ti ho fermato e sono stata io a spogliarti. Piano, senza fretta. Quando ci siamo seduti sulle panche della sauna, la nostra pelle era ancora fredda. L’una contro l’altra, si è scaldata.
La serata è stata lunga. Lenta e lunga. Siamo usciti di nuovo, più tardi e abbiamo giocato a palle di neve, come due ragazzini.
E di nuovo siamo rientrati in casa, a brindare a noi due e a baciarci e toccarci.
 
 
 

 

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