Legami

"Di tutte le perversioni sessuali, la più singolare è forse la castità" (Remy de Gourmont)





Serena Key  .  Milano  15 / 3 / 2016



Lègami o legàmi?
La lingua è sorprendente, basta un piccolo accento e ti suggerisce un’emozione nuova. O forse la stessa emozione con un’altra sfumatura. E’ così in fondo che giochiamo con i pensieri e i desideri. Che ci lasciamo sedurre da un momento e da uno sguardo. Che ci avventuriamo in abbracci forti.


Lo charme è un nodo da stringere con stile. Vuole quel tocco di garbata fermezza che stimola una libidine potente. Frusta il piacere come un brivido, il laccio della fantasia che si compie.
Quel senso di possesso che si scioglie in un lento orgasmo è un po’ come vivere due film, entrare e uscire dal dolore e dalla gioia, sentire tutto quello che siamo.


Uniti. Uniti dal segreto sottile della lingua.





 

Araki Nobuyoshi è il fotografo giapponese più celebrato e conosciuto nel suo Paese e nel mondo. È anche uno dei più controversi ed enigmatici fotografi del nostro tempo.
Le donne, l’eros, l’amore: tutto questo vive nelle immagini di Araki in modo tanto intenso e diretto da cancellare ogni sospetto di ipocrisia o di sensazionalismo. Anche nelle immagini più estreme dei “Bondages”, la serie di nudi che, riprendendo una tradizione molto radicata in Giappone, ritraggono donne legate
 secondo le regole ancestrali Kinbaku, appese, imbavagliate, non vi è voyeurismo morboso, ma l’intenzione di condurre un gioco, cui partecipano consapevolmente anche le modelle, che esplori i confini tra bene e male, tra piacere e dolore, tra fragilità e forza. Lo stretto legame tra vita e morte, l’eterna battaglia tra Eros e Thanatos ricorrono nel ciclo di opere “Flowers”. Dalie, camelie, orchidee e fiori di ogni specie sono colti nel momento di massimo splendore, un attimo prima di appassire, come a ricordare che dolore e sofferenza sono parte integrante della vita, quanto la bellezza, l’eros e l’amore.

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