la donna virtuosa

Ho deciso di darti quello che solo io so dare.




Serena Key  .  Lampedusa 16/6/2017
 


 
Magari prepara i manicaretti, è bella e curata, ha una voce gentile e un temperamento dolce ...

Oppure è come me.
Maschia fino in fondo alla femminilità sfrenata. Insomma li so fare, i manicaretti, e quando voglio so essere deliziosa.

Però amo il mare in burrasca e la libertà delle vele. Prendo la valigia e vado dove mi porta l’istinto. Arrivo e annuso l’aria, come il marinaio al porto. Mi siedo su uno scoglio e fumo i pensieri e le idee.

Quando ti incontro so già molto di te.
Lo so da come mi guardi e mi parli, lo so dal respiro che ti muove il petto. Lo so perché io ho deciso. Ho deciso di abbracciarti. Ho deciso di darti quello che solo io so dare.

Apro la valigia e tiro fuori le virtù. Piuttosto vivaci, solitamente. Mi stanno dentro così. L’intuito, la grazia e la voracità. Insieme, accoppiati con gusto.

Perché ce l’ho fatta, a essere la donna virtuosa che sognavo. Di pelle e momenti. Di durezze e di morbidezze.




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Data della richiesta: 17/06/2017 04:11:07
Commento:
Dalla donna che sono, mi succede, a volte, di osservare, nelle altre, la donna che potevo essere; donne garbate, laboriose, buone mogli, esempio di virtù, come mia madre avrebbe voluto. Non so perchè tutta la vita ho trascorso a ribellarmi a loro. Odio le loro minacce sul mio corpo la colpa che le loro vite impeccabili, per strano maleficio mi ispirano; mi ribello contro le loro buone azioni, contro i pianti di nascosto del marito, del pudore della sua nudità sotto la stirata e inamidata biancheria intima. Queste donne, tuttavia, mi guardano dal fondo dei loro specchi; alzano un dito accusatore e, a volte, cedo al loro sguardo di biasimo e vorrei guadagnarmi il consenso universale, essere "la brava bambina", essere la "donna decente", la Gioconda irreprensibile, prendere dieci in condotta dal partito, dallo Stato, dagli amici, dalla famiglia, dai figli e da tutti gli esseri che popolano abbondantemente questo mondo. In questa contraddizione inevitabile tra quel che doveva essere e quel che è, ho combattuto numerose battaglie mortali, battaglie a morsi, loro contro di me - loro contro di me che sono me stessa - con la psiche dolorante, scarmigliata, trasgredendo progetti ancestrali, lacero le donne che vivono in me che, fin dall'infanzia, mi guardano torvo perchè non riesco nello stampo perfetto dei loro sogni, perchè oso essere quella folle, inattendibile, tenera e vulnerabile che si innamora come una triste puttana di cause giuste, di uomini belli e di parole giocose Perchè, adulta, ho osato vivere l'infanzia proibita e ho fatto l'amore sulle scrivanie nelle ore d'ufficio, ho rotto vincoli inviolabili e ho osato godere del corpo sano e sinuoso di cui i geni di tutti i miei avi mi hanno dotata. Non incolpo nessuno. Anzi li ringrazio dei doni. Non mi pento di niente, come disse Edith Piaf: ma nei pozzi scuri in cui sprofondo al mattino, appena apro gli occhi, sento le lacrime che premono, nonostante la felicità che ho finalmente conquistato, rompendo cappe e strati di roccia terziaria e quaternaria, vedo le altre donne che sono in me, sedute nel vestibolo che mi guardano con occhi dolenti e mi sento in colpa per la mia felicità. Assurde brave bambine mi circondano e danzano musiche infantili contro di me; contro questa donna fatta, piena, la donna dal seno sodo e i fianchi larghi, che, per mia madre e contro di lei, mi piace essere. Gioconda Belli - Nicaragua
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Rispondo proprio a Gioconda Belli? Onore e piacere! Grazie, infinite, della visita.
Rispondo a qualcuna che ne ha assorbito e ammirato lo spirito?
Bene, sono felice di trovarti qui.
La storia, la vita, le parole di Gioconda Belli rappresentano quelle di alcune o forse molte donne, figlie di un Paese e di un sesso di nascita, figlie di convenzioni, figlie di un destino e di un equivoco. Io non so. Non so, forse è davvero una ribellione essere se stesse fino in fondo?
"Senza rinunciare a sentirmi donna, credo di essere riuscita ad essere anche uomo" (cito il suo Il paese sotto la pelle).
Io non mi sento uomo. Umilmente e allegramente preferisco pensare di essere semplicemente, autenticamente donna. Donna a modo mio, fuori dal Paese e dal sesso di nascita, fuori dalle convenzioni, fuori dal destino e dall'equivoco. 
Un abbraccio, chiunque tu sia.




       Lampedusa, sabato 17 giugno                                                                                                                                  S e r e n a   K e y






 

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