la fata monella

"Penso che le persone che non riescono a credere nelle fate, non vale la pena conoscerle" (Tori Amos)


 
Serena Key  .  Milano 10/4/2017


 
Nel Giardino dei Sensi vive una fata monella.
Il Re la tiene a corte, ad allietare le sue serate. Lui è un aristocratico duro e puro che governa il suo regno con illuminata e giusta serietà ma ha un inguaribile cuore da Peter Pan che svela solo al buio, lontano dai sudditi e dai doveri sovrani. Lo fa con la fata monella, l’unica che ne conosce l’intimità.
La fata monella ogni notte l’accoglie e lo fa giocare. Lì, nel Giardino dei Sensi, in un’alcova ricavata in una piccola terrazza fiorita. Il Re gode molto, con la fata monella. Sei la chiave dei miei piaceri inconfessabili, le ripete continuamente.
A lei il Re ha chiesto solo assoluto riserbo. Può tutto, tranne rivelare quale spirito lieve e libidinoso abbia lui nella loro alcova. In effetti la fata monella è ben più di una Regina, a lei è dato di essere per il Re il Senso della Vita. Può dunque tutto davvero! Soltanto tacere, le è imposto solo di tacere i bagordi della notte.
La fata monella, maga intelligente, rispettosa e arguta, non farà mai parola di quelle ore liete del Re con i suoi bollenti umori. Però…come in tutte le fiabe della realtà si divertirà molto, a stuzzicare i pensieri del Re.
Così ogni giorno, durante le visite ufficiali del Re nel regno, durante i discorsi a corte, le cene con i nobili o le lunghe battute di caccia con i principi ereditari e il seguito, la fata monella lo seguirà come un’ombra svolazzando lontano dagli occhi degli altri ma mai dai suoi. Lui la scorgerà ovunque, in un sorriso invitante, in un bacio abbozzato o in una sensuale posa impaziente.
Sogno o son desto? non farà che interrogarsi il Re, conscio che nessuno confermi di vedere la fata monella.
Lei è solo un suo pensiero? Eppure è lì, con quegli occhi marroni profondi come il bosco incantato del suo regno, con quelle forme armoniose come i suoni dei suoi musici preferiti, con quelle labbra che sono come promesse eterne.
La fata monella ride, ride, ride. Ride di quel suo riso eccitante, quel richiamo che si spande nel Giardino dei Sensi e stuzzica il Re.


 
I fatti narrati sono frutto di fantasia e gli avvenimenti sono di pura invenzione .Qualsiasi riferimentofatti o persone è da ritenersi puramente casuale.
 
 




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Data della richiesta: 09/06/2017 21:51:24
Commento:
Bellissimi i tuoi racconti, mi immergo sempre dentro le tue parole ed ogni volta é come intraprendere un viaggio verso un posto nuovo. Grazie di tutto questo. Francesco
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Data della richiesta: 13/06/2017 01:10:13
Commento:
E quando la smetterą la stupenda sirena di incantarlo con i suoi occhi dolci e languidi? Quando smetterą di irretirlo con tramonti e albe di fuoco, venti, burrasche, lontananze, le avventure di Ulisse le 6 fatiche di Teseo e quelle di Ercole, 12 in tutto, e le frecce avvelenate di Achille e Sigfrido la spada nella roccia (era fratturata, la roccia) la mela di Guglielmo Tell quella di Biancaneve e quelle, Renette, della Val di Non? Tra Achei e Polifemi monoculari, tra Apaches e Navahos, tra Eschimesi e Vikinghi, Kosakkhi, tra sciamani e dopo l'Ultimo dei Moikani, tra leoni gladiatori e cantori, cantautori, tra cuori e batticuori, tra la terra e il cielo, tra Scilla e Carriddi e tra Gibilterra e il mondo e la fine del mondo e il nuovo mondo, tra le ali di Icaro, tra pirati e corsari, tra i corsari sono 3 e i pirati 33, tra moschettieri e Dartagnan, tra Orlandi pazzi, innamorati ed innamorati pazzi e furiosi, tra mulini a vento asini e Don Chisiottes (plurale), tra trappole e trabocchetti, tra spade lance scudi e suoni di tamburi, tra steppe e savane, tra monti e tramonti, tra re cavalli e fanti di briscola, tra dei, mezzi dei, e tramezzini, tra poco e tra molti, per pochi e per poco. Tra il vento e nel vento, tra i venti e le venti e trenta e cento e ancora cento .. no non si stancherą della sua dama di cui č innamorato che lo aspetta. Quella che per lui prepara filtri d'amore distillando la luce della luna, il sapore del mare sulla spiaggia a piedi scalzi alla mattina, il bruciore del sole sulla pelle dopo troppe ore ed i suoni del tempo. Quella che cattura i suoi pensieri, i suoi sorrisi, quella che sembra gli rubi l'aria intorno quando lo bacia, quella che nel quando la sera si fa sonno lo accarezza piano e gli sussurra parole che volano via con lui nei colori scuri della notte tra la sabbia e il mare, e di nuovo, nel vento. Ciao, Marco
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Data della richiesta: 28/08/2019 17:41:49
Commento:
Io delle favole credo solo negli orchi (e purtroppo c'è ne sono troppi)...però potrebbe esserci anche le fate...quando ero piccolo credevo nei gnomi delle montagne e leggendo le tue storie le fate potrebbero esserci e forse una sei tu bacioni Claudio
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