DIARIO DI BORDO - Parte seconda

Un fremito dentro


"Il mare è un immenso deserto dove l’uomo non è mai solo perché sente fremere la vita ai suoi fianchi" (Jules Verne)
 
 



La natura è generosa, di bellezze e di emozioni.
Mi accoglie con un inchino eppure io non sono che una piccola, minuscola creatura con la voglia di viverla, viverla fino in fondo. Forse lo sa, lo sente, mi riconosce. Già, mi riconosce. Nella mia libertà, nuda e selvaggia.
Io la annuso e la ascolto e lei coglie i miei pensieri.
Ci abbracciamo, con l’eccitazione a fior di pelle.
Qui tutto è magnifico, maestoso forse ma intimamente semplice.
E’ la mia leggenda, la mia realtà.
La terra, l’acqua, il fuoco, l’aria, mi hanno dato appuntamento nel calore di luoghi primitivi e travolgenti. Io ci cammino dentro leggera e felice. Le mie labbra si posano ovunque come i miei occhi, la beatitudine e l’ebrezza si inseguono nelle corse sulla spiaggia, le onde fanno lo stesso rumore del mio battito.
Sono in sosta e non ho sosta. Respiro e godo troppo forte per dirmi cheta eppure lo sono, lo sono nello spirito.
Ogni scorcio è un sussulto, ogni colore è un lampo di fantasia. I desideri sono tutti qui, sulla mia pelle calda. Passeggio nella mia vita, nei miei istinti, nella mia essenza. Il richiamo, potente, della passione, è un bagno dei sensi.
E’ tutto un richiamo alla vita, qui. E’ tutto così erotico, qui.
Questo è il mio mondo, la mia memoria, la mia voglia clandestina.
Le sensazioni sono così forti che vivo uno stato di perenne godimento.
Sento il fremito ai miei fianchi, lo sento dentro di me.
Questa è l’avventura dei miei sogni.



 




 

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