Leccarsi le dita

"Questa vita si può chiamar vita, se ne togli il piacere?" (Erasmo da Rotterdam)



Serena Key  .  Milano  11/12/2016



 

 

Un piacere che gocciola e la lingua che lo lecca. Ci penso e capisco che le delizie della vita bisogna assaporarle fino in fondo. Che in quella leccata c’è il nostro istinto più bello, la nostra natura più preziosa, la nostra verità più sincera.

E’ come uno slancio, un’effusione gioiosa, un bacio schioccato all’improvviso. E’ l’impulso eccitato dell’anima franca e vitale. E’ la risata della voglia bambina, quella tenera e erotica. 

Mi perdo, in queste sensuali acque del pensiero. Mi fanno il solletico, mi accarezzano, levigano la mia pelle. Mi scappa un fremito lungo, una fantasia intrigante. Sento che si alza una musica, un ritmo ribelle e bollente che si intrufola nei miei bisogni e nei miei giorni. Mi domina, mi governa, mi invade, mi ispira. 


E io mi faccio penetrare, da questo vigore audace e suadente. Cortigiana dell’amore carnale, schiava del sussulto, maestra di avventure.


 

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