Roberto ‘Freak’ Antoni

Ribelli tristi o liberi

                                  

     
           


 

…Sono un ribelle, mamma 
vai a letto, non star sveglia nella stanza

…domani arrivo, okay te lo prometto 
e per favore stira la maglietta 
c'è un concerto, mi serve quella rotta
 
Ricorda di comprarmi dei calzini 
fai mettere le borchie ai pantaloni 
ho il pullover e la giacca di pelle 
non ho freddo e sono un ribelle
 

…E va bene, non ho niente nella testa 
può anche darsi, però adesso basta 
sono un ribelle, l'ho deciso 
e non m'importa di essere capito 

 



Altro che rock demenziale, è storia.

Gli Skiantos, i mitici testi di Roberto ‘Freak’ Antoni, ‘certi anni’, il fermento bolognese…chi li può dimenticare? Che il senso della ribellione lo interpretiamo e lo rivisitiamo, tutti e sempre, per età, per cultura, per moda, per fuga. La lettura è infinita. Fa ancora sorridere, pensare, urlare. Perché delle volte tutto quel furore è una sensibile, profonda tristezza: il disagio di chi medita sul senso della vita, di chi non trova mai risposte, di chi prende a morsi i giorni. Altre volte è una lucida percezione, un bisogno dilaniante di libertà, uno sguardo che vede oltre e non sopporta freni.

Ciao Freak Antoni, io –ribelle- ti ricordo.

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