Il diario di Serena Key - capitolo 4

Il cibo è sempre stato sinonimo di piacere e voluttà. Si può essere affamati di cibo e di sesso e, alle volte, di tutti e due assieme. Il connubio di questi due piaceri è capace di scatenare l'apoteosi dei sensi...

                                           Amori e Umori 
 

                                                       

           Serena Key . Rimini 15/12/2015                                                            

        
 




Firenze, 1 febbraio 2016

 

Attraverso il velo di raso nero che mi copre gli occhi, vedo soltanto i punti della sala illuminati dai candelabri.
Mi piace questa visione ovattata, e parziale, perché sono accomodata su una sedia in faggio massello, con i polsi legati da un nastro sottile, incrociati dietro lo schienale.
Mi ha promesso che sarà un'esperienza indimenticabile ed io non fatico a credergli, visto che è uno chef piuttosto rinomato anche oltre confine. E le Stelle contano; questo io lo so bene.
Sono curiosa. Penso che la vita è bella proprio perché riserva sorprese sempre nuove...
Sento i suoi passi sicuri procedere verso di me. Il suono dei tacchi delle sue scarpe ha un ritmo lento e sensuale.
Si ferma e appoggia dei piatti sul tavolo di fianco.
Ho un fremito. Sono completamente nuda, nella grande sala di uno dei ristoranti più belli di Firenze.
Ora lui mi sta davanti, oscurando anche quel poco di visuale che avevo.
"È tutto pronto: la tua attesa è finita, e vedrai che sarà ben ripagata". Mi dice con la voce calma e rassicurante di uno che sa il fatto suo.
Ma non sa che avrei protratto la mia attesa all'infinito, tanto è il gusto che mi procura un piacere che sta per arrivare.
"Ne sono certa". Gli sussurro.
Mentre parlo sento un profumo intenso vicinissimo alle mie narici. Qualcosa di morbido mi sfiora le labbra.
Pesce! Ma sento anche un viraggio dolce che non riesco a indovinare.
"Apri la bocca". Mi fa lui.
Eseguo.
La superficie di un cucchiaino mi sfiora la lingua, mentre il suo contenuto comincia a carezzarmi l'interno delle labbra, che serro lentamente.
"Ti piace?"
"Delizioso!"
 " Tartare di Salmone selvaggio e avocado. La forza del pesce crudo, lo strillo del limone, il carattere dolce del porro e, al posto dell'aneto, la cremosità dell'avocado". Mentre mi parla mi carezza i seni, cambiando movimento ad ogni ingrediente che nomina.
"È davvero buonissimo". Faccio in tempo a dire, prima che lui mi baci delicatamente sulla bocca, senza penetrarla con la lingua. Le sue labbra turgide si posano sulle mie e si muovono assieme.
"Ma adesso dimmi se preferisci questo". Si scosta da me e prende qualcos'altro dal tavolo.
"Cos'è?"
"Prova a indovinare! Apri la bocca."
Il profumo che precede il boccone è ancora più intenso. Pungente. 
Assaggio prima con il palato e poi con la lingua. Buonissimo anche questa volta. Riconosco il gusto esotico del frutto e il sapore inconfondibile e la sua unica compattezza della carne nel lingotto.
"Balik e Mango, o papaya forse".
"Brava! Mango. E il pepe è quello verde. Ti piace questa variante?"
"Sei uno che colpisce nel segno".
"Adulatrice". 
Quel mix di gusti e di sensazioni mi ha rapita: sento un piacere strano pervadermi, che scende dal palato fino al ventre.
Mi avvicina una coppa alle labbra e mi versa lentamente il contenuto, baciandomi tra un sorso e l'altro. Poi beve anche lui.

Come non riconoscerlo. Perrier-Jouet. Nota il mio cenno di approvazione, mi carezza il lobo con la parte superiore dell'indice e, come se dovesse restare solo tra noi, sottovoce " Belle Epoque 2004. Cinquanta per cento Chardonnay, quarantacinque Pinot nero e cinque per cento Pinot Mennier".
Sento che mi squadra, mi studia ancora facendo a meno dei miei occhi. All'improvviso esordisce: "È proprio come te. Vivace e fresco ma con un incredibile eleganza . Si! Direi che è lo champagne che ti si addice, sai anche tu di magnolia e gelsomino, la tua pelle morbida profuma di mandorla e ha il sapore del miele di zagare".
Sento che prende qualcosa dal tavolo. Sono convinta che quel sorso non sarà accompagnato dalla solita fragola.
Mi tira un po' su il mento e mi appoggia sul labbro inferiore un'ostrica. È piatta, mi sarei stupita se fosse stato diversamente. Le sue carni sono delicate e il suo sapore dolciastro non mi è nuovo affatto. Il mio volto e compiaciuto e estasiato, so che mi sta guardando.
Ad un tratto mi fa" Sussurramelo all'orecchio, te ne prego". Io mi avvicino leggermente spostando per quel che posso il mio capo e gli soffio sul collo " Belon ... Belon de Belon ".
Con le dita mi scosta delicatamente le labbra e mi spreme un liquido agro e dolce.
"Arancio". Precisa lui. E comincia a baciarmi i bordi della bocca, e il collo.

Il succo mi arriva sin all'ombelico per posarsi sulle cosce.
Sento la sua lingua calda e bagnata che mi lecca il seno, alla ricerca delle gocce di arancio cadute. Poi la pancia.
Altra ostrica. Altro succo d'arancio.
Si fa più ardito. Finalmente mi scosta le gambe e si insinua tra le mie labbra bagnate, avvolgendole con la sua lingua.
Sono attraversata da brividi caldi. Gli stringo le gambe attorno alla testa.
La morsa lo eccita e continua a esplorare il mio sesso, ormai pronto a dare e ricevere piacere.
Si ferma. Si alza in piedi. 
Ora si sta spogliando. Sento i rumori degli abiti che si sfila e intravedo la sua figura imponente nella penombra.
Si accosta a me. Sento il suo pene eretto toccarmi la spalla.
Mi scioglie i polsi e m’invita ad alzarmi dalla sedia, prendendomi per una mano.
"E la benda?" Gli chiedo.
"Quella la lasciamo ancora per un po', se non ti dispiace. Questa esperienza deve coinvolgere altri sensi e non la vista, che invece li guiderebbe, se potesse". 
Mentre mi parla mi cinge i fianchi. È altissimo. Il suo membro tocca la punta del mio seno.
Mi stringe. Siamo Davide contro Golia.
Mi solleva e mi appoggia su di un tavolo, come fossi una piuma.
Lo afferro con le gambe portandolo verso di me, e incomincio a muovere il bacino per allineare i nostri sessi.
Si china per baciarmi il petto ancora bagnato di succo d'arancio, poi risolleva il busto, mi afferra le caviglie e mi penetra lentamente ma con vigore.
Il tavolo balla e si sposta sotto i suoi colpi. Io gli rimango solidale soltanto perché mi tiene per i piedi.
Mi muovo lentamente al suo ritmo per ammortizzare i colpi. 
Siamo tutti bagnati, di piacere e di succo. In bocca sento ancora il sapore delle ostriche, lo champagne mi fa galleggiare tra gli umori e gli odori.
Per un attimo non so più dove sono e cosa sto facendo.
Sento il gigante ansimare sopra di me, a ritmo crescente, e anch’io sto per raggiungere il paradiso.
Lo seguo beata nel suo nirvana fatto di gusti e di sensi che si intrecciano l'un l'altro.
"Sei un angelo. O un diavolo". Mi dice. 
"Sono soltanto una peccatrice impenitente". Gli rispondo.

Se mai esistesse l'inferno dantesco, sono sicura che faticherebbero a trovare un girone che davvero mi rappresenti.

 

 


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Data della richiesta: 18/02/2016 16:10:19
Commento:
...... immagino che se avro' l'immenso onore di accompagnarLa a cena una sera , i nostri rapporti non saranno esattamente come quelli sopra descritti .....ma forse ancora piu' coinvolgenti..... grazie Miss Serena.

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Data della richiesta: 05/02/2016 19:43:56
Commento:
Serena....mi hai fatto venire fame....fame di te ! - Fjodor
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